UX writing, content design, copywriting, SEO e linguaggio: esperienze e metodi per progettare parole e interfacce che le persone capiscono al primo colpo.
Nella ricerca UX si diffondono i test con utenti sintetici generati dall’AI, rapidi ed economici. Gli studi però trovano risposte compiacenti, uniformi e piene di bias che nessuno nota.
Streak, badge e classifiche tengono incollati milioni di utenti, ma la meccanica ripetitiva stanca presto e i premi spesso deludono. Esempi virtuosi, rischi e cosa rende il gioco durevole.
Trump ribattezza l’AI super intelligence e i domini sloveni .si vanno a ruba. Ma un’estensione nazionale scelta per il suono porta con sé SEO, regole e rischi: il caso .ly lo insegna.
Dal caso Amazon Prime al pulsante di recesso UE, i dark pattern sono diventati una violazione. Cosa devono cambiare i designer in iscrizioni, disdette e checkout: una checklist pratica.
Videocamera, getto d’acqua guidato dall’AI e dentifricio dedicato: il CameraJet di Dyson trasforma un’abitudine quotidiana in una procedura. Ma buon prodotto è semplice.
Arredare casa con l’AI è diventato un fenomeno di ricerca. Da Planner 5D a IKEA Kreativ, cosa succede alla UX del provare prima di comprare quando è un algoritmo a proporre il divano.
Tre AI per call, nessuna invitata: le cause contro Otter, Granola e Fireflies aprono il dibattito sul consenso di default e sulla fiducia tra colleghi, che ora parlano col freno tirato.
Sette secondi di rallentamento per ogni avviso, meno dell’1% di notifiche aperte: i team di prodotto stanno togliendo badge e alert di default. Esempi concreti, dati e una confessione.
Un paper su AI & Society parla di umanità robotoide. Ricerche su podcast, conversazioni e sondaggi mostrano quanto il linguaggio di chi usa l’AI si adatti alle macchine, e a quale prezzo.
Addormentarsi davanti a una serie e restare svegli sotto le coperte ha una spiegazione fisiologica, e anche una progettuale: le interfacce non prevedono mai il momento di smettere.
Ho chiamato la polizia locale per un’auto sul passo carrabile e ho perso il sonno. Da qui una domanda di mestiere: quanto è condiviso il buon senso che nei progetti sostituisce la ricerca?
Le immagini generate ottengono voti pari o superiori alle foto stock, finché nessuno sospetta la loro origine. Dati, ricerche, AI Act e la mia scelta di illustrare senza imitare il reale.