UX writing, content design, copywriting, SEO e linguaggio: esperienze e metodi per progettare parole e interfacce che le persone capiscono al primo colpo.
Le interfacce che cambiano da sole promettono meno fatica e spesso ne producono di più. Dati recenti, ricerche Nielsen Norman Group e una via alternativa: poche personas, ben progettate.
Aura, cringe, cicchetto: l’italiano si aggiorna insieme a chi lo usa. I numeri Istat sulle parlate locali, il malinteso su petaloso e perché il patrimonio dialettale non è a rischio.
I designer generano layout e varianti con l’AI in pochi secondi, ma la scelta finale resta un lavoro umano. Ecco cosa cambia davvero nel mestiere dello UX oggi, tra pattern e intuito.
A Pescara Sud l’acqua è mancata oltre 24 ore dopo un comunicato di Aca poco chiaro, tardivo e pieno di tecnicismi. Ecco gli errori e una riscrittura in linguaggio semplice e diretto.
Duemila anni fa sulla Terra si parlavano forse 75mila lingue, oggi ne restano circa 7mila. Uno studio su Science ricostruisce l’ascesa e il declino della diversità linguistica umana.
Meno schermate disegnate in anticipo, più interfacce composte al momento da un algoritmo. Cosa dicono ricerca e prime testimonianze su questo cambiamento nel design digitale.
L’accessibilità non è più l’ultimo passaggio prima del lancio di un prodotto. Ecco perché sempre più team di design la integrano fin dal primo wireframe, e cosa serve per farlo davvero.
La Generative Engine Optimization sta cambiando il modo di farsi trovare online. Cosa cambia rispetto alla SEO, cosa consiglia Google, quali tool usare e cosa porta Palmata by Contentful.
Cosa significa scrivere in modo inclusivo: le fonti di NN/g e UX Content Collective, l’Italia di Officina Microtesti e DiParola, l’impatto su brand e pubblico.
Da Content Strategist dell’Help Center a Content Designer per i Microbusiness: la mia esperienza in PayPal e le vere differenze tra governance dei contenuti e UX writing, in una tabella.
Da 500 anni il lorem ipsum tiene il posto nei nostri mockup senza dire nulla, di proposito. Ora l’AI riempie quel vuoto con testi sicuri di sé, vincolando chi scrive prima ancora che inizi.
Trenitalia ha rinnovato app e sito: il risultato è più disordine visivo, errori di sincronizzazione, un rincaro nascosto e un sistema di reclami che si scusa senza risolvere nulla.