Da La Rinascente al Parrozzo: D’Annunzio, i futuristi e gli artisti che battezzarono i brand del Novecento. E una riflessione su schwa, asterischi e parole che attecchiscono davvero.
I filosofi sono sempre più richiesti dalle aziende AI. Dati italiani e globali su lauree umanistiche, occupazione e le nuove competenze umane che il mercato del lavoro premia oggi.
Cosa significa scrivere in modo inclusivo: le fonti di NN/g e UX Content Collective, l’Italia di Officina Microtesti e DiParola, l’impatto su brand e pubblico.
Da Content Strategist dell’Help Center a Content Designer per i Microbusiness: la mia esperienza in PayPal e le vere differenze tra governance dei contenuti e UX writing, in una tabella.
Da 500 anni il lorem ipsum tiene il posto nei nostri mockup senza dire nulla, di proposito. Ora l’AI riempie quel vuoto con testi sicuri di sé, vincolando chi scrive prima ancora che inizi.
Non riusciamo più a prestare attenzione: si vede nelle nostre case, nelle schede del browser e nel sistema nervoso. Ecco cosa dice la scienza e cosa può davvero fare il content design.
La migliore formazione sul copywriting vive all’interno di sei libri. Hanno cambiato il mio modo di pensare ai bisogni dei lettori, all’attenzione e a ciò che accade davvero nella testa di chi legge.
I messaggi di errore sono il testo più trascurato di qualsiasi prodotto. Se li sbagli, l’utente si sente colpevole e confuso. Se li fai bene, costruisci fiducia proprio nel momento in cui conta di più.
La tua pagina 404 ha tutta l’attenzione degli utenti. Ecco come tre brand hanno trasformato un link rotto in un momento memorabile, anche quando è il sito stesso ad andare offline.
Una call to action non è solo un’etichetta: è una micro-promessa. Scopri perché tre parole possono raddoppiare le tue conversioni, e cosa hanno capito Google e Going prima di tutti.
Non sapevo nulla di Deadpool. Ho studiato il personaggio da zero, scritto 3 copy approvati e aiutato a chiudere un trimestre difficile. Non ce l’ho in portfolio, ma ne sono ancora fiera.
Il perfezionismo blocca la produttività. La regola dell’80/20 mostra come ottenere l’80% dei risultati con il 20% dello sforzo: fatto bene, ma fatto ora, è meglio che perfetto.