Il miglior UX writing è invisibile. Gli utenti non lo notano quando funziona, pensano solo che il prodotto li capisca davvero. Ecco i principi da seguire per arrivarci, uno per uno.
Alcuni brief chiedono ironia, tempismo e un occhiolino calibrato alla perfezione. Questo li aveva tutti, e pure la forma giusta. Nessuna macchina l’ha vista arrivare. Una copywriter sì.
Quando PayPal è sbarcato in Italia, il pulsante di registrazione era una traduzione letterale dall’inglese. Un piccolo adattamento ha portato un aumento del 13% delle iscrizioni e una lezione.
Ho costruito un processo di copywriting che unisce ricerca, collaborazione e uso sapiente dell’AI con un metodo di lavoro che produce risultati concreti e misurabili.
UX writing e content design sembrano appartenere alla stessa famiglia, e in effetti è così. Esistono però differenze sostanziali tra le due discipline. Vediamo quali sono e cosa comportano.
I social media nel 2026 non assomigliano più al parco giochi di cui i marketer si erano innamorati un decennio fa. Le piattaforme sono le stesse, ma le regole di base sono state riscritte completamente.
L’AI trasforma i CMS da semplici archivi di pubblicazione a sistemi operativi intelligenti, automatizzando governance, personalizzazione e distribuzione dei contenuti su ogni canale.
L’intelligenza artificiale ha cambiato il modo in cui creiamo contenuti. Fa il lavoro sporco in pochi secondi, ma il vero impegno inizia dove l’AI si ferma. Provo a spiegare il perché.