Da La Rinascente al Parrozzo: D’Annunzio, i futuristi e gli artisti che battezzarono i brand del Novecento. E una riflessione su schwa, asterischi e parole che attecchiscono davvero.
Da 500 anni il lorem ipsum tiene il posto nei nostri mockup senza dire nulla, di proposito. Ora l’AI riempie quel vuoto con testi sicuri di sé, vincolando chi scrive prima ancora che inizi.
Non riusciamo più a prestare attenzione: si vede nelle nostre case, nelle schede del browser e nel sistema nervoso. Ecco cosa dice la scienza e cosa può davvero fare il content design.
La migliore formazione sul copywriting vive all’interno di sei libri. Hanno cambiato il mio modo di pensare ai bisogni dei lettori, all’attenzione e a ciò che accade davvero nella testa di chi legge.
I messaggi di errore sono il testo più trascurato di qualsiasi prodotto. Se li sbagli, l’utente si sente colpevole e confuso. Se li fai bene, costruisci fiducia proprio nel momento in cui conta di più.
Non sapevo nulla di Deadpool. Ho studiato il personaggio da zero, scritto 3 copy approvati e aiutato a chiudere un trimestre difficile. Non ce l’ho in portfolio, ma ne sono ancora fiera.
Il miglior UX writing è invisibile. Gli utenti non lo notano quando funziona, pensano solo che il prodotto li capisca davvero. Ecco i principi da seguire per arrivarci, uno per uno.
Alcuni brief chiedono ironia, tempismo e un occhiolino calibrato alla perfezione. Questo li aveva tutti, e pure la forma giusta. Nessuna macchina l’ha vista arrivare. Una copywriter sì.