AI, dispositivi, piattaforme digitali e fintech: come la tecnologia cambia il modo di lavorare, pagare e informarsi, raccontato senza tecnicismi inutili.
Angelini Pharma trasforma trent’anni di appunti degli operatori in suggerimenti GenAI sui fermi macchina: la fabbrica accelera, ma senza chi conosce le linee non riparte nulla.
Tamagotchi, mini console e iPod rimessi a nuovo tornano sulle scrivanie, tra nostalgia e stanchezza da schermi. A me degli anni ’90 manca la musica, la tecnologia no.
A Zurigo c’è chi prevede la scomparsa dell’80% dei tassisti in cinque anni. Waymo, Uber, regole svizzere e multe americane: i dati sulla guida autonoma, letti da una pessima conducente.
WhatsApp prepara una sezione Pagamenti e tra i Paesi in lista compare l’Italia. Chi ha passato vent’anni nei pagamenti sa quanto pesano abitudini e inerzia, e quanto conti la fiducia.
Chi ricava più produttività dall’AI è anche il più esposto al burnout, dicono Upwork, Berkeley e BCG. Io, utente moderata di Claude, sono meno stanca: ecco dove passa il vero confine.
IDC certifica un più 167% di spedizioni per gli occhiali smart. Le regole di design per gli heads-up display convincono, la mia prescrizione molto meno: lenti monofocali e nessuno zoom.
Dall’8 settembre Google ha riscritto i risultati di ricerca in Europa per il DMA. Tra le nuove unità per aggregatori e fornitori e gli AI Overview, i clic verso i siti si assottigliano.
Entro fine 2026 il 40% delle applicazioni aziendali avrà agenti AI, dice Gartner. Fra benchmark, cause legali e ritirate pubbliche, come si progetta la fiducia e perché automatizzo poco.
Berna sposta 3.000 postazioni federali su openDesk entro il 2027. Un pilota piccolo con conseguenze grandi: leva negoziale, precedenti europei e un’Italia che continua a rimandare.
1Password e Anthropic permettono a Claude di accedere agli account senza vedere le password. I numeri del prompt injection, il caso degli agenti OpenAI e le mie condizioni per ricredermi.
MASAI, PNAS, Oxford: i dati dicono che l’intelligenza artificiale aiuta ricerca, diagnosi e chirurgia sotto controllo umano. L’autodiagnosi da chatbot resta invece una pessima idea.
Un’animazione di puntini che le persone leggono e i chatbot no: Ghost Font ha acceso il dibattito sui contenuti protetti dall’AI. Tra espedienti nascosti e strumenti leciti, cosa resta.