Bottiglie di carta in fibra di cellulosa: l’accordo tra Perlen e Pulpex
Le bottiglie di carta per acqua, vino e cosmetici sono a un passo dagli scaffali italiani. Lo ha raccontato il Corriere il 22 settembre. Perlen Papier è una cartiera svizzera attiva da oltre 150 anni. Ha ottenuto da Pulpex, società britannica specializzata in imballaggi sostenibili, l’esclusiva per produrre i suoi contenitori in fibra modellata in Svizzera, Austria, Germania meridionale e Italia.
L’intesa risale a marzo 2026. Secondo il comunicato di Perlen, la produzione potrebbe cominciare nel 2027. Florian Geiger, Ceo di Perlen Papier e Perlen Industrieholding, parla di un futuro impianto in Svizzera che creerà una filiera corta, pensata soprattutto per la clientela italiana.
Come nasce una bottiglia di carta senza plastica
Il corpo del contenitore è un pezzo unico. La polpa di cellulosa viene stampata a umido dentro uno stampo brevettato da Pulpex e poi lasciata essiccare. Non si usano adesivi, e le fibre arrivano da foreste gestite in modo sostenibile oppure da carta riciclata. All’interno c’è un sottile strato barriera, privo di plastica, che protegge il contenuto da umidità e ossigeno.
I formati standard sono tre: 300, 500 e 750 millilitri. I marchi, però, possono chiedere sagome su misura. Quanto al contenuto, la lista è lunga: acqua, bevande non gassate, latte, vino, olio e anche prodotti cosmetici.
Da dove arriva il 90% di CO2 in meno rispetto al vetro
La cifra nasce da una valutazione “cradle-to-gate”, cioè dalla culla al cancello. Il calcolo misura le emissioni dall’estrazione delle materie prime fino all’uscita del contenitore dalla fabbrica. Con questo metodo l’impronta carbonica risulta inferiore di circa il 90% rispetto al vetro e del 30% rispetto al PET.
Sul fine vita, le bottiglie hanno superato il test 4evergreen di Cepi, la confederazione europea dell’industria cartaria. Il protocollo simula in laboratorio ciò che accade negli impianti di riciclo, quindi il contenitore può finire nella raccolta di carta e cartone.
Vale la pena di leggere il numero con attenzione. Il perimetro “dalla culla al cancello” esclude la distribuzione, l’uso e lo smaltimento. Per il vetro, pesante e ingombrante, il trasporto è proprio una delle voci più onerose, e in questo senso il calcolo non gonfia il vantaggio della fibra. Il comunicato ufficiale, però, scrive “fino al 90%”: un tetto massimo, che lascia intuire una forbice di risultati a seconda dei casi.
Il precedente di Frugalpac e il vino in bottiglia di carta
Nel vino la carta ha già un pioniere. La Frugal Bottle dell’inglese Frugalpac è fatta per il 94% di cartone riciclato, con una sacca interna in plastica alimentare. Pesa 83 grammi, circa un quinto di una classica bottiglia di vetro da 75 cl. Nel 2020 un’analisi indipendente di Intertek le ha attribuito un’impronta più bassa dell’84% rispetto al vetro nuovo e di un terzo rispetto a quello riciclato. Il primo cliente è stato italiano: Cantina Goccia, con un Sangiovese. Ad aprile 2026 Frugalpac ha presentato una nuova macchina capace di sfornare fino a 14 milioni di bottiglie l’anno.
Il peso conta. Secondo le analisi di settore riprese da Wine Meridian, imballaggio in vetro e trasporto valgono circa tre quarti dell’impronta carbonica del vino. Io la mia scelta l’ho fatta da tempo: per il vino preferisco il bag in box, che il problema del peso lo risolve alla radice. Sul marketing dei vini ho già scritto quanto il vetro sia legato all’immagine del prodotto. Proprio per questo una bottiglia di carta che ne conserva la forma potrebbe convincere chi al cartone non si arrende.
Acqua al ristorante e bottigliette di plastica
Sull’acqua il tema si fa quotidiano. Nel 2025 in Italia si sono consumati 16,1 miliardi di litri di acqua minerale, circa 273 litri a persona. La grande maggioranza è confezionata in PET. Da tempo, al ristorante, rinuncio all’acqua quando arriva in bottigliette di plastica. Una bottiglia in fibra da mezzo litro o da 750 ml potrebbe cambiare quel momento a tavola, soprattutto nei locali che hanno abbandonato il vetro per praticità.
Le norme europee spingono nella stessa direzione: ne ho parlato a proposito dei fardelli d’acqua e del regolamento sugli imballaggi. Nel frattempo c’è chi sperimenta altre strade, come la Ferrarelle in lattina per il mercato statunitense.
Cosmetici in bottiglia di fibra: i primi esperimenti
Nella bellezza la fibra è già arrivata sugli scaffali, per ora in piccole serie. Nell’aprile 2025 Pulpex ha lanciato con Evolve Organic Beauty due ricariche da 550 ml, uno shampoo e un detergente mani e corpo, riciclabili insieme a carta e cartone. Nello stesso anno è stata la volta del detersivo per bucato di Smol. A gennaio 2026 L’Oréal ha inserito Pulpex nel suo acceleratore globale, e fra i partner dell’azienda figurano Estée Lauder e Haleon. Sul fronte concorrente, Paboco lavora da anni con L’Oréal, Coca-Cola, Absolut e Carlsberg.
Sui cosmetici devo ancora organizzarmi: flaconi e tubetti nel mio bagno sono quasi tutti di plastica. Apprezzo però che la direzione sia quella giusta, e che le ricariche in fibra facciano da apripista al riuso domestico.
I dubbi: barriere, alberi e riciclo
Non mancano le obiezioni. Ron Khan di PepsiCo ha ammesso a Packaging Dive che carta e liquidi, a prima vista, non vanno granché d’accordo. Molti prototipi hanno richiesto una pellicola interna: Carlsberg, per esempio, ha testato film in PET riciclato e in PEF di origine vegetale. In Germania, per finire nel circuito della carta, un imballaggio deve contenere almeno il 95% di fibra.
Poi ci sono le foreste. L’organizzazione Canopy stima che ogni anno si abbattano 3 miliardi di alberi per il packaging cartaceo, e il regolamento Ue sulla deforestazione impone di dimostrarne la provenienza. Qualche voce più polemica, come Clare Goldsberry su PlasticsToday, ricorda che il PET resta l’unico materiale con un riciclo “da bottiglia a bottiglia” su scala industriale.
Anche il vetro ha buoni argomenti. Secondo CoReVe, nel 2025 l’Italia ne ha riciclato l’82,1%, con 2,16 milioni di tonnellate raccolte e 2,4 milioni di tonnellate di CO2 evitate. Il presidente Gianni Scotti ha però sottolineato che la vera sfida ora è raccogliere meglio, oltre che di più. Il tema mi è familiare anche per altri motivi, visto quanto funziona male la raccolta porta a porta in certe zone.
I consumatori sono pronti alla bottiglia di carta?
Uno studio pubblicato nel 2026 sul Journal of Cleaner Production da Ffion Ashton e Whitney Fleming ha interpellato 153 consumatori di vino britannici. Il 69,3% si è detto disposto ad acquistare confezioni alternative al vetro. La più gradita è la bottiglia di carta (45,9%), seguita dal bag in box (28,8%) e dalla lattina (13,5%). Le resistenze maggiori arrivano dagli uomini e da chi compra al supermercato. Il Regno Unito, però, non è un grande produttore di vino, e in Italia il legame con la bottiglia tradizionale è probabilmente più tenace.
Cosa aspettarsi in Italia dal 2027
Se i tempi di Perlen saranno rispettati, fra un anno o due potremmo trovare acqua, olio o creme in contenitori di cellulosa prodotti a poca distanza dal confine. Il vetro non sparirà, e forse è giusto così per i vini da invecchiamento. Per tutto il resto, dall’acqua di tutti i giorni al flacone del bagno, una bottiglia che pesa poco e finisce nel bidone della carta è un passo avanti concreto.
Risorse correlate
- Bottiglie di carta per acqua, vino e cosmetici: la fibra riduce del 90 per cento l’impronta carbonica rispetto al vetro, Corriere.it, 22 settembre 2026
- Perlen Industrieholding AG enters exclusive partnership with UK paper bottle manufacturer Pulpex, Perlen, 19 marzo 2026
- Pulpex raises $78 million to scale production of paper-based bottles, ESG Today, febbraio 2025
- Pulpex launches with Evolve Organic Beauty, Pulpex, aprile 2025
- Frugal Bottle shaves “up to 84%” off carbon footprint, Harpers, giugno 2020
- Frugalpac launches high-speed paper bottle machine to meet surging global demand, Frugalpac, aprile 2026
- Carlsberg issues latest Green Fibre Bottle update, Carlsberg Group
- Companies lean into paper packaging innovations amid scrutiny of plastic, Packaging Dive, gennaio 2025
- Paper bottles are not a sustainable alternative to plastic bottles, PlasticsToday, febbraio 2021
- Settore vinicolo e neutralità carbonica: il vetro è il problema principale, Wine Meridian
- CoReVe: in Italia, nel 2025, il tasso di riciclo del vetro supera l’82%, Alimentando, giugno 2026
- Acque minerali Italia 2025, consumi record a 16,1 miliardi litri, Beverfood
- Exploring UK consumer perceptions and willingness to adopt alternative wine packaging, Journal of Cleaner Production, 2026

