Bosco Ospizio di Reggio Emilia: il verde spontaneo abbattuto per un nuovo Conad
Il Bosco Ospizio, a Reggio Emilia, è un’area verde di circa 45.000 metri quadrati cresciuta da sola. Nessuno l’ha piantata con un progetto. Da agosto è diventato il centro di una contesa ambientale e giudiziaria, perché su quel terreno Conad Centro Nord ha avviato il cantiere di un nuovo supermercato. Il 30 settembre polizia e ruspe hanno sgomberato il presidio dei cittadini e, a fine giornata, la vegetazione era quasi tutta a terra. Otto giorni dopo il Consiglio di Stato ha sospeso l’abbattimento degli alberi rimasti.
Spero ancora che le parti trovino un accordo. Però è triste veder sparire un ecosistema nato spontaneamente per fare posto a cemento e parcheggi.
Da casa di riposo a bosco urbano: la storia dell’area
Dove oggi ci sono i mezzi del cantiere, un tempo c’era una casa di riposo, poi demolita. Il quartiere prende il nome proprio da quell’ospizio. Dopo la demolizione la natura si è ripresa il terreno: anni di abbandono hanno prodotto una macchia fitta di alberi, arbusti ed erbe. Il Comune la descrive come un’area privata «degradata e inaccessibile». Per il quartiere era invece un polmone.
Conad Centro Nord ha acquistato il lotto molti anni fa. Secondo il Resto del Carlino detiene diritti edificatori dal 2006. Nel 2015 l’amministrazione ha firmato un accordo con la cooperativa. Il piano attuativo, però, è stato presentato fuori tempo massimo, e il Comune ha dichiarato decaduto il diritto a costruire. Da lì è iniziata una lunga partita legale:
- nel 2022 il TAR di Parma ha dato in parte ragione ai costruttori;
- nel 2024 il Consiglio di Stato ha confermato in via definitiva i diritti edificatori;
- nel 2025 è arrivata la convenzione con il Comune;
- a febbraio 2026 sono stati rilasciati i permessi di costruire.
Il progetto: supermercato, servizi pubblici e compensazioni
Il progetto non riguarda solo il supermercato. Oltre al punto vendita, nello stesso edificio sono previsti una biblioteca di quartiere, un polo sociale territoriale e una Casa della salute. A Conad spettano anche le opere di urbanizzazione: strade, marciapiedi, parcheggi, una rotatoria d’ingresso e circa 23.000 metri quadrati di verde da cedere all’uso pubblico, con orti comunali e un’area giochi. Rispetto al disegno iniziale le volumetrie sono scese da 20.000 a 12.000 metri cubi. Il Comune stima una quarantina di nuovi posti di lavoro.
Sugli alberi i numeri non coincidono. Per il vicesindaco Lanfranco De Franco si passa dai 322 esemplari attuali a oltre 1.500 piantumazioni finali. La Lega Antivivisezionista (LEAL) parla invece di 98 alberi abbattuti e 370 nuovi. Secondo gli esperti ascoltati in Consiglio comunale, le compensazioni sono calcolate male. Un dato però resta: secondo Salviamo il Paesaggio, tra cemento, parcheggi e strade, quasi il 70% dell’area diventerà impermeabile.
Gli animali e le piante che vivevano nel bosco
Un arboricoltore e un gruppo di botanici hanno condotto dei censimenti indipendenti e hanno contato 168 specie vegetali. Tra queste c’è un mirabolano (Prunus cerasifera) con una circonferenza di 255 centimetri: supera la soglia regionale per essere considerato albero monumentale.
Anche la fauna era varia. Le associazioni animaliste segnalano:
- il rospo smeraldino, anfibio protetto dalla Direttiva Habitat europea;
- ricci e piccoli roditori;
- pipistrelli;
- uccelli urbani e di bosco che ci nidificavano;
- falene, api selvatiche e libellule.
Il Comune ricorda che il Rifugio Matildico ha già trasferito sette ricci. Ma un rospo non trasloca con la stessa facilità, e un insetto impollinatore non segue il furgone del recupero.
La valutazione ecosistemica indipendente aggiunge numeri meno visibili ma concreti. Ogni anno il bosco tratteneva quasi 92 metri cubi di acqua piovana di ruscellamento e aveva sequestrato 9,63 tonnellate di carbonio. Tutto questo in un quartiere che il Comune stesso classifica ad altissima vulnerabilità termica. Lo studio commissionato per il progetto sostiene invece che oltre due terzi delle piante fossero senescenti e potenzialmente pericolose. Gli autori della valutazione indipendente lo contestano.
Presidio, querela e sgombero: la cronologia di agosto e settembre
I cittadini si sono organizzati già nel 2024, con l’Assemblea Permanente del Bosco Ospizio. Nell’estate di quell’anno quasi 2.400 firme hanno ottenuto un Consiglio comunale aperto, il secondo nella storia della città. La petizione online, secondo LEAL, ha poi superato le 62.000 adesioni.
Dal 3 agosto 2026 il presidio è diventato permanente. Conad Centro Nord ha presentato una querela contro ignoti per violenza privata e invasione di area privata, e ha chiesto alla Prefettura di sciogliere o spostare la protesta. Il 29 agosto il Comune ha fatto incontrare attivisti e cooperativa, senza risultato. Il 30 settembre è arrivato lo sgombero, con agenti in tenuta antisommossa e alcuni giovani accompagnati in questura.
Intanto la protesta si è allargata. Sono nate campagne per restituire la carta fedeltà e iniziative di “spesa senza Conad” fino a Rimini, mentre Extinction Rebellion ha affisso i manifesti “Boicotta Conad” davanti alla sede nazionale di Bologna.
Ricorsi al TAR e Consiglio di Stato: a che punto siamo
Il fronte giudiziario è ancora aperto. A luglio il TAR di Parma ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da cittadini e Legambiente, con il sostegno del WWF. Il giudizio di merito però è ancora pendente. LNDC Animal Protection è intervenuta a sostegno dei ricorrenti: secondo l’associazione manca la verifica di assoggettabilità a VIA, la valutazione d’impatto ambientale. È stato presentato anche un esposto in Procura sulle valutazioni ambientali.
La svolta è arrivata l’8 ottobre. Con un’ordinanza cautelare il Consiglio di Stato ha sospeso i provvedimenti «limitatamente all’abbattimento di ulteriori alberi». Ha anche chiesto un approfondimento rapido e ha rimandato gli atti al TAR perché fissi l’udienza di merito con priorità. Arriva tardi per gran parte del bosco, ma salva quello che resta in piedi.
Serve davvero un altro supermercato all’Ospizio?
La domanda di fondo riguarda il bisogno reale. Ho guardato i dati disponibili.
Supermercati nei dintorni. Già nel 2023 Reggio Emilia in Comune parlava della quarta struttura commerciale nel giro di pochi chilometri. Ne citava alcune: il centro del Quinzio, la Coop di via Sani, l’Eurospin. Nelle vicinanze compaiono anche un Conad in via Leonardo da Vinci, un Despar e un Pam Local in via Emilia a San Pietro. Nessuno di questi negozi è lontano per chi vive in quella zona della città.
Densità commerciale in regione. L’Osservatorio regionale del commercio misura la superficie di vendita della distribuzione alimentare moderna. Nel 2022 l’Emilia-Romagna aveva 283 metri quadrati ogni mille abitanti, contro 268 della media italiana e 286 della Spagna.
| Indicatore (Emilia-Romagna) | Dal 2007 al 2022 |
|---|---|
| Superficie di vendita | +25,8% |
| Numero di punti vendita | -14,1% |
Il dato dice che i negozi sono meno ma più grandi: la crescita viene da superstore e discount, cioè proprio dal formato previsto all’Ospizio.
Consumo di suolo. Secondo il rapporto ISPRA 2025, nel 2024 l’Emilia-Romagna è stata la prima regione italiana per nuovo suolo consumato, con 1.013 ettari. È prima anche per le aree destinate alla logistica. Le trasformazioni più intense si concentrano lungo la via Emilia, cioè la strada su cui affaccia il Bosco Ospizio.
Il quadro non è tutto a senso unico. La biblioteca, il polo sociale e la Casa della salute rispondono a bisogni reali del quartiere, e Conad agisce nel rispetto di diritti che i tribunali le hanno riconosciuto. Ma i servizi pubblici potevano trovare spazio anche altrove. Il bisogno di un altro scaffale di pasta e detersivi, a poche centinaia di metri da quelli che ci sono già, è molto più difficile da dimostrare.
Per quanto mi riguarda, per la spesa preferisco i produttori locali di Campagna Amica, come ho raccontato in Spesa sostenibile, tre strade. Per questo un nuovo superstore circondato da posti auto mi sembra una risposta di ieri a una domanda che oggi è cambiata.
Le proposte di conciliazione ancora sul tavolo
Le alternative esistono e sono state messe nero su bianco. Ad agosto l’Assemblea del Bosco ha proposto:
- Gestione condivisa: una gestione dell’area tra Comune, Università di Modena e Reggio Emilia e associazioni.
- Permuta: una trattativa di 90 giorni per spostare i diritti edificatori su un terreno già urbanizzato nel quadrante est della città.
- Acquisto: in alternativa, l’acquisto del lotto da parte del Comune.
- Servizi a San Lazzaro: trasferire i servizi pubblici negli edifici dell’ex ospedale psichiatrico San Lazzaro.
- Fondi regionali: usare un bando regionale da 2 milioni di euro per i servizi ecosistemici.
C’è anche un precedente: nel luglio 2024 lo stesso Comune ha salvato l’area di via Piaggia al Quinzio.
Lo stop agli abbattimenti e l’udienza di merito al TAR aprono una finestra di tempo. Dodici ricercatori delle università di Bologna e Parma hanno chiesto di sospendere gli interventi. L’assessore all’ambiente Roberto Neulichedl ha detto che «sarebbe bello un passo indietro» di Conad. Una cooperativa che finanzia campagne come “Riforestiamo l’Italia” ha l’occasione di dimostrarlo a casa propria.
Chi segue questi temi con la stessa preoccupazione può leggere il mio articolo sull’eco-ansia: ogni ettaro che sparisce nella regione che nel 2024 ha consumato più suolo in Italia pesa un po’ di più.
Risorse correlate
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- A Reggio Emilia stanno sradicando un bosco di 4,5 ettari per fare spazio all’ennesimo ipermercato, Fanpage
- Reggio Emilia, Conad querela gli attivisti in presidio per il Bosco Ospizio, Il Fatto Quotidiano
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- Reggio Emilia, a Ospizio un altro Conad della “discordia”, Stampa Reggiana
- Bosco Ospizio, il Consiglio di Stato accoglie la richiesta di sospensiva, LNDC Animal Protection
- Bosco Ospizio – Reggio Emilia: un polmone distrutto per un supermercato, LEAL
- Confronti della distribuzione grocery in Emilia-Romagna con altre regioni e nazioni europee (2024), Osservatorio regionale del commercio
- Sintesi del Rapporto Consumo di suolo – Edizione 2025, ISPRA/SNPA

