Content Benefit

Content Strategy | UX Writing | Content Design | Globalization | Communications

BlackBerry, oltre la tastiera

BlackBerry, oltre la tastiera

BlackBerry e QNX: dal telefono con tastiera al software per auto

Chi ha lavorato in un ufficio tra il 2005 e il 2010 ricorda il ticchettio dei pollici sui tasti minuscoli e la lucina rossa che lampeggiava a ogni nuova mail. BlackBerry era lo status symbol dei manager, il dispositivo che Barack Obama ha voluto tenere anche da presidente. Poi è arrivato il touch e il marchio canadese è sparito dalle tasche di tutti. Oggi, racconta il Corriere della Sera, l’azienda vive una rinascita che con i tasti fisici non ha niente a che fare: il suo sistema operativo QNX gira dentro 275 milioni di veicoli nel mondo.

Come BlackBerry ha perso la corsa agli smartphone

La parabola è nota. Research In Motion, questo il nome originale della società di Waterloo, in Ontario, ha dominato il segmento business fino all’arrivo dell’iPhone nel 2007 e di Android poco dopo. La risposta, con BlackBerry 10, è arrivata in ritardo. Nel settembre 2016 il gruppo ha smesso di progettare i propri terminali e ha dato il marchio in licenza a produttori terzi come TCL. Il 4 gennaio 2022 ha poi spento definitivamente i servizi per i vecchi modelli.

Il mio passaggio dal touch alla tastiera, e ritorno

Qui devo confessare un percorso a zig zag. Mentre l’iPhone faceva impazzire tutti, io ho voluto andare controcorrente con il primissimo Samsung senza tastiera: un’esperienza pessima, tra tocchi ignorati e lettere sbagliate. Delusa, sono tornata indietro con un Nokia dotato di QWERTY, che di un BlackBerry aveva tutto tranne il logo. Poi i big hanno corretto il tiro: gli schermi sono diventati precisi e i correttori affidabili. Da allora non ho più posseduto, né desiderato, una tastiera fisica. Il mercato ha seguito lo stesso ragionamento, soltanto con numeri un po’ più grandi dei miei.

Cos’è QNX e cosa fa dentro le auto

QNX nasce in Canada nel 1980 e BlackBerry lo ha acquistato nel 2010, quando i telefoni andavano ancora a gonfie vele. È un sistema operativo in tempo reale, pensato per contesti in cui pochi millisecondi di ritardo possono fare la differenza. Nelle vetture governa i quadri strumenti digitali, gli ausili alla guida e la frenata. Grazie a un hypervisor tiene inoltre separate le funzioni critiche per la sicurezza da quelle d’intrattenimento. Tra i clienti figurano BMW, che lo ha integrato nella piattaforma Neue Klasse, Mercedes-Benz, Audi, Volkswagen, Toyota, Honda, Hyundai, Volvo e le cinesi Geely e Dongfeng.

La base installata è cresciuta rapidamente: circa 120 milioni di veicoli nel 2018, 235 milioni nel 2023, 275 milioni oggi. Il bello è che quasi nessun automobilista sa di averlo a bordo.

I conti di BlackBerry nel 2026: QNX traina la crescita

Dopo l’uscita del pezzo sono arrivati i risultati del secondo trimestre fiscale 2027, presentati il 24 settembre. QNX ha registrato ricavi record per 80 milioni di dollari (+27% su base annua), con un margine lordo rettificato dell’87%. Il fatturato complessivo ha toccato 163 milioni (+26%). La società ha alzato per la seconda volta le stime annuali, ora tra 616 e 636 milioni, di cui 315-325 attesi dalla sola divisione QNX. Il portafoglio di commesse già firmate vale circa 950 milioni. Comprende il più grande accordo della sua storia, con Coretura, la joint venture di Volvo e Daimler Truck per i mezzi pesanti, e un’intesa con Uber per i robotaxi.

Il resto del gruppo ha subito una cura dimagrante. Cylance, l’azienda di cybersicurezza comprata nel 2019, è stata ceduta ad Arctic Wolf all’inizio del 2025. Accanto a QNX rimane Secure Communications, che fornisce comunicazioni cifrate a governi e grandi organizzazioni.

Dalle auto ai robot: la scommessa sulla physical AI

L’amministratore delegato John Giamatteo ha detto agli analisti che si è appena all’inizio del “secondo inning”, prendendo in prestito una metafora dal baseball. L’orizzonte va oltre le quattro ruote. Ad aprile 2026 BlackBerry ha ampliato la collaborazione con Nvidia per portare QNX su robot industriali, strumenti chirurgici, droni e umanoidi, il campo che oggi si chiama physical AI. Secondo l’azienda, oltre venti realtà stanno già sviluppando progetti sulla piattaforma congiunta.

La concorrenza non manca: Google spinge Android Automotive e alcuni costruttori hanno già cambiato fornitore per la parte multimediale. Sui sistemi che non possono permettersi un blocco, però, la certificazione di sicurezza accumulata in decenni resta un vantaggio difficile da colmare.

Perché ammiro chi sa cambiare pelle al momento giusto

Stimo le aziende capaci di diversificare quando serve, ammettendo che il prodotto che le ha rese famose ha fatto il suo tempo. BlackBerry ci ha messo parecchio ad accettarlo e ha pagato caro il ritardo. Aveva però in casa una tecnologia che nessuno guardava e ha avuto il coraggio di scommetterci. Non tutte le storie vanno così: basta osservare quanto faticano le case europee davanti all’avanzata di BYD. C’è poi chi preferisce la prudenza, come Sony con la PS6, e chi tenta strade ibride, come Motorola tra orologio e telefono.

Il nome BlackBerry non lo vedremo più stampato su uno schermo. Eppure, con buona probabilità, viaggia già con noi, nascosto nell’elettronica dell’auto di famiglia.

Risorse correlate